obama

I paradossi di Obama

10 novembre 2013

I Repubblicani hanno fatto di tutto per definanziare, posticipare l’entrata in vigore, possibilmente cancellare per sempre la riforma sanitaria di Obama, Affordable Care Act. Ai primi di ottobre hanno provocato lo shutdown, la paralisi dei servizi federali,  hanno minacciato il default del Paese, rifiutando di votare alla Camera (dove hanno la maggioranza) la legge di bilancio. Dopo uno stallo conflittuale durato due settimane, Obama ha avuto la meglio: si è evitato il default, i servizi federali (dalla Nasa alla gestione dei musei e dei parchi) hanno ripreso a funzionare. Obama ha resistito, ha difeso la sua riforma – certamente l’atto più significativo della sua, per altri versi discussa, presidenza -, ha vinto.

O almeno così sembrava. Ma c’era un problema che non proveniva dalle ostili schiere dei Tea Party, l’ala radicale del partito repubblicano, ma dall’interno della sua amministrazione.

Il 1° ottobre scorso (nel momento in cui è partito l’ostruzionismo dei Repubblicani e iniziato lo shutdown) è entrata in vigore quella parte della riforma sanitaria – Health Insurance Exchange – che si pone l’obiettivo di rendere più accessibile, competitivo, economico e trasparente il mercato assicurativo.  Le assicurazioni sanitarie sono private, ma – con l’applicazione della riforma – il mercato viene regolato dal settore pubblico che stabilisce e controlla che siano garantiti i servizi essenziali, che non vi sia esclusione per malattie pre-esistenti e  che non possono essere esclusi coloro che poi si ammalano gravemente.  Le assicurazioni inoltre devono fornire ai clienti informazioni chiare e certe sul prezzo della polizza, sulla quota di compartecipazione alla spesa, sulla tipologia e qualità dei servizi, in modo che sia agevole confrontare le offerte e scegliere quella più adatta. Per coloro che acquistano una polizza all’interno di questo mercato, e hanno un reddito familiare (4 persone) inferiore agli 88.200$, viene concesso un credito d’imposta (crescente col diminuire del reddito). Ma è prevista anche una multa (95$ o l’1% del reddito) per coloro che non si assicurano. Per fare tutto ciò era stato creato un sito web – HealthCare.gov -  attraverso il quale i cittadini americani avrebbero potuto valutare la polizza assicurativa più conveniente e – tramite lo stesso sito – acquistarla (leggi qui).

Il problema è che quel sito non ha funzionato. Migliaia e migliaia di persone hanno cercato di fare quello che la riforma prometteva: avere un quadro trasparente del mercato assicurativo, acquisire la polizza più conveniente, ottenere i benefici fiscali previsti. Ma non ci sono riusciti a causa del malfunzionamento del sito web. Alcuni stati, come il Kentucky, si sono organizzati in proprio per venire incontro alle difficoltà dei loro cittadini, ma le conseguenze nazionali sono state devastanti anche perchè moltissimi americani hanno visto recapitarsi a casa una lettera di disdetta dalla propria assicurazione e sono rimasti improvvisamente senza copertura sanitaria visto che i problemi tecnici  impedivano loro di dotarsi subito di una nuova forma di assistenza.

Con passare dei giorni questo problema tecnico è diventato un enorme problema politico, con il ministro della sanità, Kathleen Sebelius, sull’orlo delle dimissioni e il presidente Obama costretto a scusarsi in pubblico, assumendosi ogni responsabilità (leggi qui).

E uno si chiede: come è possibile che tutto ciò sia capitato nel paese di Bill Gates e Steve Jobs?

 


Ultimi Post
  • Stamina. Renzi si dia una mossa
    27 luglio 2014

    Non è possibile che una questione di sanità pubblica così importante rimanga così tanto a lungo impantanata. Tempo fa colleghi dell’Università di Brescia mi dissero del loro imbarazzo, nella partecipazione a congressi o incontri internazionali, quando gli veniva chiesto come fosse possibile che in uno dei migliori ospedale europei, come quello di Brescia, venissero praticate […]

  • Patto per la Salute (che non c’è)
    19 luglio 2014

    Governo e Regioni hanno sottoscritto un Patto per la Salute in cui non si parla di salute, né di equità nella salute. Il Ministero della Salute, d’intesa con le Regioni, ha recentemente approvato il Patto per la Salute 2014-2016, un accordo programmatico che – nelle intenzioni del Ministro Lorenzin – dovrebbe mettere “in sicurezza il […]

  • I frutti della Riforma Obama
    13 luglio 2014

    Il calo delle tariffe assicurative sanitarie deprime il Prodotto interno americano: meno 2,9%. Un effetto paradossale della riforma di Obama. La riforma sanitaria di Obama (Obamacare) comincia a dare i suoi visibili frutti. L’obiettivo principale era quello di ridurre drasticamente il numero delle persone prive di assicurazione sanitaria (circa 50 milioni) attraverso una serie di […]

Archivio
Tag
aborto chiesa cattolica elezioni irlanda obama obamacare riforme romney savita Stati uniti